EMERGENZA SANITARIA: LE NUOVE NORME

Date evento: 
Venerdì, Novembre 6, 2020 - 23:00
Luogo: 
Como




PENSANDO DI FARVI COSA UTILE..... e sperando  in un futuro finalmente sereno..

Come sapete, dopo diversi giorni di discussione e confronto tra Governo, Regioni e Comitato Tecnico Scientifico è stato approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio.

Queste nuove misure, che sostituiscono quelle in vigore fino all'altro ieri,  sono valide a partire dal 6 novembre e per almeno 15 giorni da tale data,  e stabiliscono chiusure e limitazioni differenziate per i diversi ambiti territoriali a seconda del grado di rischio.

Ci sono una serie di norme valide per tutte il territorio nazionale che, in alcuni contesti territoriali, potranno automaticamente diventare più stringenti al variare della situazione dell’epidemia.

Il rischio epidemiologico viene calcolato per ciascuna regione sulla base di diversi parametri che tengono conto dell’indice di contagio RT0, della situazione delle strutture sanitarie e di altri fattori indicativi dello stato dell’epidemia.

Il monitoraggio  dell’andamento dell’epidemia e dei dati indicati sarà compito delle Regioni, così che possano valutare eventuali innalzamenti o abbassamenti dei fattori di rischio.

Sarà compito infatti del Ministero della Sanità, di concerto con le Regioni o altri enti locali, decretare l’aumento del livello di rischio e pertanto misure più restrittive.

Sono stabiliti tre livelli di rischio, corrispondenti a tre "fasce" zonali: fascia gialla, fascia arancione e fascia rossa.

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Il livello di rischio più basso, riferito alle c.d. zone gialle, è quello da cui parte tutto il territorio nazionale; pertanto da ieri le restrizioni prescritte per questa fascia sono in vigore in tutta Italia.

Abruzzo
Basilicata
Campania
Emilia-Romagna
Lazio
Liguria
Umbria
Veneto
Sardegna
Toscana
Prov. Trento e Bolzano

 

La prima limitazione consiste nel c.d. coprifuoco, ovvero la limitazione agli spostamenti tra le 22 e le 6 del mattino alle sole ragioni di lavoro, salute e stretta necessità.

Rimane espressamente consentita l’attività motoria e sportiva all’aria aperta, che dovrà svolgersi sempre evitando assembramenti, ove non sia possibile indossando la mascherina se ci si trova in prossimità di altre persone.

I parchi e giardini pubblici rimarranno aperti e sarà possibile svolgere al loro interno attività fisica e motoria sempre prestando attenzione al distanziamento.

È necessario avere sempre con sé la mascherina anche all’aperto, ma durante lo svolgimento di attività motoria o sportiva andrà indossata solo qualora non si possa mantenere un distanziamento continuativo.

Spostamenti tra regioni: nessuna limitazione agli spostamenti tra comuni e nemmeno verso regioni che siano nella stessa fascia di rischio.

Rimane ferma la raccomandazione a limitare in ogni caso gli spostamenti per quanto possibile, ma non ci sono divieti espressi.

Confermate le chiusure di palestre, centri benessere, piscine e impianti sportivi al chiuso. Alle chiusure si aggiungono anche mostre e musei, e, nei nei giorni festivi e prefestivi, centri commerciali e le grandi strutture di vendita, ad eccezione dei venditori di beni di prima necessità, come supermercati e farmacie.

I mezzi pubblici di trasporto hanno da oggi una capienza ridotta del 50%, sia nelle reti locali che in quelle nazionali.

Per cercare di limitare l’uso dei mezzi pubblici è obbligatoria la didattica digitale integrata per le scuole superiori e per le due ultime classi delle medie, mentre elementari e le prime medie  sono in presenza con obbligo costante di mascherina.

 

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Livello di rischio MEDIO: le  c.d. zone arancioni
Puglia Sicilia

In queste regioni è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita, eccezion fatta per ragioni di lavoro, salute e stretta necessità, per le quali sarà sempre necessaria l’autocertificazione.

All’interno del territorio regionale sono inoltre vietati gli spostamenti tra un comune e l’altro, salvo che per comprovate esigenze di lavoro, studio, salute o stretta necessità.

Saranno inoltre sospese le attività di bar e ristorazione ad eccezione di quelle ad asporto.

 

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Livello di rischio ALTO: le c.d. zone rosse
Valle d'Aosta Piemonte Lombardia Calabria

I territori che in base ai parametri normativi sono classificati come zone rosse entrano in lockdown.

Gli spostamenti sono vietati anche all’interno del territorio comunale, salvo ragioni di stretta necessità, lavoro e salute, da comprovare con una autocertificazione. Sono chiusi i negozi, con eccezione dei generi alimentari, farmacie, tabacchi ed edicole, e di esercizi di vendita di altri generi di prima necessità.

Saranno chiusi bar e ristoranti i quali potranno svolgere solo attività d’asporto e domicilio, in ogni caso non oltre le ore 22:00.
I provvedimenti che scattano con l’indicazione di un territorio come zona rossa avranno la durata minima di due settimane e saranno adottati dalle regioni di concerto con il ministro della Salute.

Per quanto riguarda il trekking e le altre attività outdoor, sembra che sia sempre permesso uscire per svolgere attività motoria e sportiva, ovviamente con variazioni a seconda del livello di rischio.

- Nelle aree a rischio giallo si potrà uscire anche dal proprio territorio comunale o regionale
- Nelle aree a rischio arancione non si potrà lasciare il proprio comune.
- Nelle zone che saranno dichiarate rosse invece si potrà fare attività motoria o sportiva solo in prossimità della propria abitazione e in forma individuale.

 

Occorre comunque l'autocertificazione. Scaricabile QUI