Cosa facciamo / What we do

PROGETTO VIA FRANCIGENA RENANA

LOGO FRANCIGENA RENANA

 

Li chiamiamo ormai abitualmente "cammini"

implicando con questo termine un percorso riconoscibile, antico, legato ad una storia o ad una tradizione; una meta "forte", una modalità lenta: quella dell'andare a piedi. Modalità "povera", da viandanti e pellegrini. Per questo, il termine "cammino" richiama alla via di pellegrinaggio, alla meta sacra, ad una finalità spirituale o esperienziale o comunque non solo puramente ricreativa o ludico-sportiva.
Cammini e vie storiche ci portano quasi sempre al cuore dolente della storia; a ritrovare luoghi e storie di vita, di terre e di genti. Per questo straordinario valore di "riconnessione identitaria" i grandi cammini Cammino di Santiago e Via Francigena sono stati riconosciuti dal Consiglio d'Europa come itinerari identitari della cultura europea. Per lo stesso motivo, ma molto più in piccolo, la nostra Associazione ha vinto nel 2014 il premio Europa Nostra della Commissione Europea: la nostra azione a tutela dei cammini storici è stata premiata appunto come attività esemplare a tutela del patrimonio culturale europeo.

L'impegno della nostra Associazione consiste infatti nel "costruire" cammini

ovvero nel riscoprire e valorizzare vie storiche che, ripercorse con modalità lenta, contribuiscano validamente a restituire identità, valore, contatti e vita a luoghi e comunità. Italian wonder ways, li chiamano alcuni; noi preferiamo parlare di "orme di bellezza": percorsi storici, vie o sentieri antichi, ritrovati e riproposti per scoprire, passo dopo passo, la nascosta bellezza dei luoghi attraversati ... una bellezza fatta di paesaggi, monumenti, memorie, tradizioni ... una bellezza fragile, che va (ri)conosciuta, tutelata, valorizzata. A passo lento, attento ...

Il progetto

Ed proprio così che è nato il grande progetto: quello di riscoprire e valorizzare un asse viario storico transalpino: quello del valico dello Spluga, l'antico "cunus aureus" della Tabula Peutingeriana , l'interconnessione più diretta, nel cuore delle Alpi, fra la Pianura Padana e il Nord Europa. E di farlo attraverso la valorizzazione delle importantissime vie storiche che da sud e da nord su di esso convergono.
L'idea forte e nuova: ritrovare, a piedi, il fascino della antica via delle Alpi centrali, delle vie d'acqua del cuore delle Alpi - il Reno, i laghi di Costanza e di Como - del cuore segreto di Milano, un tempo città d'acqua e capitale imperiale ... Riscoprire le antiche vie della pianura, toccando le grandi abazie del sud Milano, fino ad arrivare al guado del Po, il grande fiume ... E scoprire che così facendo si uniscono anche le due peregrinationes maiores: il Cammino di Santiago, nel ramo tedesco (Jakobsweg) e la Via Francigena "ufficiale" che viene fatta convenzionalmente coincidere con l'itinerario compiuto nel sec. X da Sigeric, Arcivescovo di Canterbury, primate di Inghilterra, di ritorno da Roma dove aveva ottenuto dal papa le insegne della sua carica.

Il cammino di San Pietro (martire)

La prima fase di ricerca si è concentrata nell'ormai lontano 1999 sulla difficile ricerca, in un contesto ambientale fortemente compromesso, di una sede storica del tratto Como-Milano compatibile con le esigenze di una mobilità lenta, composta da viandanti, ciclisti, pedoni e pellegrini. L'antico itinerario nel tratto Como - Milano verosimilmente in età romana aveva diverse varianti locali. Nel Medioevo, una di queste varianti fu certamente l'antica Strada Canturina su cui nel 1252, in un periodo di violenti contrasti religiosi, si consumò il martirio di Pietro da Verona, domenicano, secondo patrono di Como. Rilevata con webGIS e recuperata nel 2009 come "Cammino di San Pietro". (www.camminosanpietro.it) nel tratto da Cantù a Seveso, è stato poi sviluppata e valorizzata fino a Milano, sull'asse della settecentesca via "Comasinella".

I Cammini della Regina

La fase più imponente di questo progetto è stata realizzata nel 2013-2015 dal progetto "I Cammini della REGINA - Percorsi transfrontalieri legati alla via Regina", finanziato dal Programma Operativo di Cooperazione Transfrontaliera Italia - Svizzera 2007-2013, capofila il Politecnico di Milano - Polo territoriale di Como. Oggetto di questa fase di lavoro è stato invece l'asse viario storico del Lario e della Valchiavenna con particolare attenzione al tratto da Como a Campodolcino, ovvero il tratto da Como verso le Alpi. Il lavoro svolto (studio e rilevo webGIS) si è tradotto nel grande portale web www.viaregina.eu, con relativo geoportale, primo strumento per la piena valorizzazione turistico-culturale di questo importante itinerario e del suo territorio.
L'asse storico del Lario era costituito, innanzi tutto, non solo dalla naturale via lacustre ma anche, soprattutto dall'età romano-imperiale, con funzione raccordo degli antichi sentieri e di supporto/collegamento locale, dalla via di terra della sponda occidentale, solo molto più tardi chiamata Strada Regina, ovvero 'strada regia', via selciata principale, pubblica, documentata per la prima volta con tal nome nel 1187 . In questo sistema viario, ben rappresentato dalla Tabula Peutingeriana, i punti nodali erano Chiavenna (Clavenna) base di smistamento da e per i valichi alpini; Como (Comum), avamposto militare e commerciale fra monti, lago e pianura; Milano (Mediolanum) nodo viario della Valle Padana e poi capitale dell'impero. Guardando verso Nord, da Chiavenna, via terra, risaliva ai passi alpini, diramandosi dalla Valchiavenna verso lo Spluga e, attraverso la Bregaglia, verso il Maloja e lo Julier. In tal modo collegava la pianura padana con Coira (Curia) e quindi con la Rezia e l'Oltralpe centrale, e da lì con il Reno e il Danubio, limes NE dell'impero romano.
Guardando verso sud, l'importanza dell'asse viario Spluga/Lario/Milano è ancor più evidente nella celebre Carta ROMWEG ('Via di Roma' o Carta itineraria dei pellegrini) di Erhard Etzlaub (1492 e 1500) prima road map stampata dell'Europa centrale. La carta, orientata con il Sud in alto, documenta con chiarezza il ruolo dell'asse Via Spluga/Via Regina (riva occidentale del Lario) non solo come continuum infrastrutturale ma anche come asse centrale di collegamento fra il Nord Europa e la nostra Penisola. Particolarmente interessante notare come la carta ROMWEG di Etzlaub, pubblicata ad uso dei pellegrini provenienti dal Nord Europa e diretti a Roma in occasione del Giubileo del 1500, documenti con assoluta certezza:
-la presenza di tre grandi direttrici "romee" di valico Nord-Sud: Tarvisio, Brennero e Spluga; convergenti di fatto in due percorsi romipeti fondamentali: la Via Romea e la Via Francigena;
- come l'asse transitante per lo Spluga e con punti tappa Coira, Chiavenna, Como, Milano e Piacenza, fosse realmente un perfetto continuum "francigeno" (proveniente dalle terre franco-germaniche). E come, verso Nord, confluisse (confluisca) naturalmente nella Valle del Reno.
La Valle del Reno, già cuore del Sacro Romano Impero, è certamente il paesaggio culturale che porta a pieno titolo questo cammino nel cuore della identità culturale europea. Un potenziale grande itinerario europeo.

Verso la Via Francigena Renana

Per coronare il progetto della completa connessione "lenta" fra le Alpi /il Reno e il Po, mancava ancora la riscoperta del tratto sud, da Milano al PO /alla Via Francigena. Già nel 1999, insieme al tratto da Como a Milano avevamo affrontato lo studio del possibile percorso. che deve assolutamente essere colta: per tutto il territorio lombardo, per la Valle del Po, per la stessa Via Francigena, per il nostro Paese e per tutta l'Europa.

Nel 2016, anno nazionale dei cammini, IUBILANTES ha compiuto il CAMMINO della VIA FRANCIGENA RENANA

Leggi qui il resoconto completo del viaggio:

http://www.touringclub.it/notizie-di-viaggio/in-cammino-sulla-francigena-renana